Vite-Diabolik a Brescia in omaggio a Carlo Verdone per 40 anni di carriera pulita.

Presentato solo dieci giorni fa, l’albetto promozionale di Diabolik-viteinpolvere fa già bella mostra di sé in prima fila al Verdone-day di Brescia di sabato 18 giugno.

Viteinpolvere” nasce come progetto multimediale per dare visibilità al messaggio di Angelo Langè “la droga ti fotte”, frutto di 30 anni di esperienza antidroga nelle strade di Milano a contatto con consumatori e spacciatori, che, comunicato attraverso incontri e conferenze con le scuole, ora cerca nuovi linguaggi per arrivare al cuore dei giovani.

Dopo aver già sperimentato il cinema (con il documentario Cocaina, 2007 e il film Sbirri, con Raoul Bova nel 2009), l’editoria (con il libro Vite in polvere, edito da Rizzoli nel 2010), il teatro (lettura scenica di Vite in polvere con lo Stato dell’Arte di Lecco), i murales dipinti nelle scuole insieme agli studenti e all’interno della Questura di Milano, nel 2016, schiera al suo fianco il prestigioso fumetto italiano Diabolik, stampato con l’aiuto di Rotary e Rotaract di Erba, del quotidiano La Provincia di Como, Federazione italiana Scherma e Coni Lombardia. Per l’occasione si è scelto di rivisitare, con il contributo personale del direttore di Diabolik Mario Gomboli, la storia del n.7 del 1987 che prende il titolo di “Eva, schiava della droga” (Testi A. e L. Giussani – Disegni: S. Zaniboni – F. Paludetti).

L’albetto diventa quidi il biglietto da visita del progetto presso enti e associazioni in cerca di un soggetto valido per proporre un programma di prevenzione.

L’incontro con Verdone è stato del tutto casuale, dopo la lettura della pagina del Bresciaoggi che ne annunciava l’arrivo dieci giorni prima e la decisione, da bresciana di ritorno (con vent’anni di milanesità alle spalle), di riscoprire la città in coincidenza della splendida Giornata della Musica, attraverso una spedizione full-immersion per presenziare a tutti gli eventi.

Niente implica che Verdone decida di aderire al progetto, il dado è trattto e l’invito lanciato, ma la scelta finale spetta a lui. Da parte mia rimarrà la gioia di aver condiviso questo momento di vicinanza con l’autore di uno dei libri più intensi che abbia mai letto, “La casa sopra i portici”, un racconto che ha saputo provocare dentro di me “la nostalgia del non vissuto” e che stabilisce il mio livello di empatia (qui altissimo) con il narratore.

Carlo Verdone, il regista e attore più longevo del cinema italiano con 40 anni di carriera, ha presenziato alla giornata di Old Cinema con ben tre eventi, tutti conclusi con un incontro col pubblico, che l’ha generosamente accolto: una visita mattutina al museo di Santa Giulia e alla metropolitana, compiendo il viaggio in treno da piazza Vittoria a San Faustino (dove è stato trasmesso Inside Carlo!), il pomeriggio al Comune di Piazza Loggia e la serata all’auditorium San Barnaba di corso Magenta (con visione del film Al lupo, al lupo!).

Carlo Verdone e il selfie in metrobrescia

E’ il primo vip ritenuto degno – a mio insindacabile giudizio – di ricevere in omaggio Vite-Diabolik: nella maratona bresciana ha svelato tutto stesso raccontando il suo stile di vita pulito e onesto, anche in momenti potenzialmente pericolosi, quelli in cui la debolezza può costringere i più deboli a ricorrere a palliativi temporanei.

La droga uccide la creatività, Verdone invece ha raggiunto l’invidiabile record di 40 anni di carriera, un’infinità di film partecipati e diretti e premi vinti (non si possono contare: cercate voi qui).

La droga sostituisce il normale ciclo delle emozioni. Carlo non si è mai nascosto, al punto di meritare l’appellativo di ipocondriaco, che tiene fortemente a disconoscere: “Era un periodo in cui il successo improvviso stava cambiando velocemente il mio mondo, nascondendomi il futuro.  Ho cercato di stare un po’ con me stesso. Il lavoro dell’attore ti svuota completamente”.

Perciò, benvenuto nel viteinpolvere club, Carlo Verdone!

P.S.  Nota di servizio: avvisiamo gli accaniti Diabolik-fan di non disperare, che è in arrivo anche la loro copia. Ci sentiamo presto.

Michela Bonvicini – social manager di viteinpovere