scuola

Combatto lo spaccio ma credo nel riscatto dei miei arrestati

.«Nasco a Seriate nel 1967. Frequento le scuole a Celadina. In 5^ elementare, la maestra ci fa leggere “Alice: i giorni della droga”, il diario di una tredicenne eroinomane. In quegli anni l’allarme sociale è l’eroina. Leggo il libro e sotto casa vedo la triste rappresentazione di quel rito autodistruttivo».In che senso?«Vedo i ragazzi del quartiere che si fanno dietro una macchina. C’é uno di loro che, quando va in crisi, picchia la madre, sento le urla, arriva l’ambulanza, la sirena mi lacera i timpani. Quelle scene mi segnano profondamente e mi invogliano a fare ciò che farò nella vita. Per questo, dico spesso agli insegnanti: parlate a scuola della droga, dei suoi effetti devastanti. Spesso anzi è un forte deterrente all’uso».