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Paese che vai fumetto #Diabolik_viteninpolvere che trovi.

di Michela Bonvicini Siamo a Milano, in una soleggiata mattina di ottobre 2015. Lo staff di Viteinpolvere (progetto nato attorno all’attività di Angelo Langé, autore del libro e coordinato da Michela Bonvicini) incontra lo storico Direttore di Diabolik e della casa editrice Astorina, sig. Mario Gomboli. Il luogo è da leggenda: la casa di Diabolik, …

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Vite-Diabolik a Brescia in omaggio a Carlo Verdone per 40 anni di carriera pulita.

“Viteinpolvere” nasce come progetto multimediale per dare visibilità al messaggio di Angelo Langè “la droga ti fotte”, frutto di 30 anni di esperienza antidroga nelle strade di Milano.
Nel 2016, schiera al suo fianco il prestigioso fumetto italiano Diabolik. L’albetto diventa quidi il biglietto da visita del progetto presso enti e associazioni in cerca di un soggetto valido per proporre un programma di prevenzione.
Verdone è il primo vip ritenuto degno – a mio insindacabile giudizio – di ricevere in omaggio Vite-Diabolik: nella maratona bresciana ha svelato tutto stesso raccontando il suo stile di vita pulito e onesto, anche in momenti potenzialmente pericolosi, quelli in cui la debolezza può costringere i più deboli a ricorrere a palliativi temporanei.

#Viteinpolvere dice “no alla droga” e schiera Diabolik al fianco di Angelo Langé

Alzino la mano tutti i fan di Diabolik! Ho una notizia per voi: il vostro eroe, sempre pronto a sostenere le cause sociali, scende in campo contro la droga! Il 9 giugno ha visto la nascita del prezioso albetto  “EVA SCHIAVA DELLA DROGA” – edizione promozionale per il volume viteinpolvere, edizione speciale fuori commercio reso …

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Combatto lo spaccio ma credo nel riscatto dei miei arrestati

.«Nasco a Seriate nel 1967. Frequento le scuole a Celadina. In 5^ elementare, la maestra ci fa leggere “Alice: i giorni della droga”, il diario di una tredicenne eroinomane. In quegli anni l’allarme sociale è l’eroina. Leggo il libro e sotto casa vedo la triste rappresentazione di quel rito autodistruttivo».In che senso?«Vedo i ragazzi del quartiere che si fanno dietro una macchina. C’é uno di loro che, quando va in crisi, picchia la madre, sento le urla, arriva l’ambulanza, la sirena mi lacera i timpani. Quelle scene mi segnano profondamente e mi invogliano a fare ciò che farò nella vita. Per questo, dico spesso agli insegnanti: parlate a scuola della droga, dei suoi effetti devastanti. Spesso anzi è un forte deterrente all’uso».