Gallipoli, droga e alcol: quelle notti da sballo sulla riviera salentina

La marijuana costa 20 euro al pezzo, la cocaina 70, le pasticche di ecstasy poco meno di 20. Nel mercato notturno all’aperto di Baia Verde, a Gallipoli,  la droga è tutta a portata di mano. Facile da acquistare, si consuma sulla spiaggia o mentre si fa la fila per entrare in discoteca, sciogliendola nei beveroni alcolici, versati in bottiglie di Estathe e Coca cola, che si sorseggiano fino all’ingresso. La città salentina si conferma la mecca del turismo giovanile, con orde di minorenni che si affollano in 10 in case da 70 metri quadrati, “300 euro a settimana – racconta Alessandro da Firenze – io e altri 8, senza contratto”.

Per loro il divertimento si costruisce lungo due direttrici: ballo e sballo. Dal pomeriggio all’alba, tra lidi e discoteche nei pressi dei quali è stato annunciato l’aumento di controlli contro lo spaccio e l’abusivismo commerciale. Nell’ultima riunione del Comitato per l’ordine pubblico di Lecce è stata disposta l’intensificazione di attività preventive e repressive ma, come ha ammesso il prefetto Claudio Palomba che ha scritto di nuovo al Viminale, gli uomini a disposizione sono “ancora pochi”, un centinaio di unità, a fronte di una popolazione che ha già toccato quota 160.000.

Con quei numeri controllare e reprimere è praticamente impossibile, e infatti – solo poche ore dopo – martedì notte, alla Baia Verde va  in scena l’identico copione di ogni giorno, in cui gli adolescenti hanno accesso a tutto ciò che è proibito. Alcol innanzitutto: la legge italiana ne vieta la vendita ai minorenni ma gli ambulanti non vanno per il sottile. La birra costa 3,50 euro, i cocktail 5, nessuno batte uno scontrino, nessuno chiede un documento.

All’atto di pagare può capitare che il venditore formuli la domanda di rito: “ti serve altro?” e se la risposta è affermativa, con la testa fa un cenno che rimanda al collega specializzato in altro tipo di prodotti. La droga è appannaggio degli africani: stanno parati a gruppi di tre o quattro davanti agli ingressi delle discoteche, non si danno neppure la pena di camuffare dietro a un banchetto di bigiotteria la loro presenza per strada. Lo stupefacente lo tengono nel pugno chiuso, stagnola già pronta in pezzetti minuscoli da cedere con una mossa disinvolta agli acquirenti abituali.

Ma anche per chi non ha mai comprato l’approccio è facile, basta tirare fuori un pacchetto di sigarette e cercare lo sguardo di uno degli stranieri, che si avvicina e chiede “mi dai una sigaretta?, io ti do qualcosa per cambiarla”. Il rituale comprende il mercanteggiare sul prezzo: “Erba 25 euro ma per te faccio 20” dice un ragazzo con la maglia rossa, mentre l’amico con i pantaloncini gialli, di fronte alla richiesta “non voglio marijuana”, invita a spostarsi dietro le dune per una cessione di cocaina “parte da 80 euro ma possiamo fare 65 se poi torni”. Facile come comprare una bottiglietta d’acqua.

Le comitive arrivano unite e mercanteggiano, poi uno solo si apparta con il pusher sulla spiaggia e il denaro viene scambiato con la droga. All’arrivo di un’auto della polizia, intorno alle due e trenta, nessuno batte ciglio. Le vedette l’avvistano e fanno cenni  agli altri, lo stupefacente viene nascosto nei muretti a secco e dopo poco recuperato. Tutto organizzato. Anche il passaggio dei capi, che fanno la ronda con i macchinoni ogni mezz’ora. Il consumo è facile come l’acquisto: erba e cocaina direttamente sulla spiaggia le pasticche invece si sciolgono nell’alcol.

Di fronte agli appartamenti occupati dai ragazzi la scena si ripete: le bottiglie vengono svuotate di succo di frutta e coca cola e riempite di vodka o vino acquistati ai supermercati, poi ci si butta dentro la polvere di Mdma (la stessa assunta dal sedicenne morto pochi giorni fa al Cocoricò di Riccione). Al Pronto soccorso arrivano in preda a sintomi che gli stessi medici hanno difficoltà a capire, come è risultato evidente l’anno scorso, quando nei giorni caldi si fronteggiarono fino a 100 interventi a notte, con prevalenza di coma etilico e intossicazione da droghe. Quest’anno l’emergenza è ancora contenuta (gli interventi sono 100 al giorno) e i soccorsi concentrati nelle ore diurne ma il boom vero deve ancora iniziare.

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