film contro la droga

Sbirri e Cocaina, film contro la droga: quando i social insegnano a pensare

Due film contro la droga spopolano sul social Youtube. Angelo Langè è lo sbirro antidroga milanese che si racconta nei film “Cocaina” e “Sbirri” con Raoul Bova e attraverso il suo libro #viteinpolvere, recita la sua pagina facebook Vite in polvere – La droga ti fotte di Angelo Langé  creata nel febbraio 2015, un mezzo per condividere le sue iniziative con tutti coloro che vogliono affrontare l’allarme sociale attivamente, discutendo se occorre, ma soprattutto aiutando.
I giovani di oggi condividono tutto, anche quello che non dovrebbero, quindi perchè non aiutarli a scegliere contenuti intelligenti e utili? Diffondere le iniziative di Angelo, i suoi incontri con adulti e ragazzi nelle scuole e nelle associazioni e i film che lo ritraggono al lavoro nella lotta allo spaccio per le strade di Milano è un primo passo importante.

Cocaina, l’allarme sociale, il documentario trasmesso da Raitre nel 2007, in rete da oltre 4 anni con 230.000 visualizzazioni, presenta scene d’azione con appostamenti, perquisizioni e arresti degli spacciatori integrati dalle testimonianze di consumatori, che alla fine, con un briciolo di lucidità s’interrogano sul misero futuro che li attende. (Clicca sul titolo per vederlo su youtube oppure vai da qui)
Sbirri film completo – con Raoul Bova e Angelo Langé  racconta di una grande tragedia famigliare, ormai fin troppo comune nelle cronache estive italiane, di un sedicenne che muore per la sua prima pasticca di ecstasy, assunta in una discoteca di Milano, incitato dalla bella di turno. Sbirri, in rete soltanto da sei mesi (nov 2015) per 160.000 visual, è un film trasmesso da Mediaset nel 2009, su iniziativa di Raoul Bova e Chiara Giordano. (Clicca sul titolo per vederlo su youtube oppure vai da qui)
Entrambi i film sono nati dalla fantasia di Roberto Burchielli (regia) e Mauro Parissone (testi) prodotti da H24 e in entrambi vediamo la squadra di Angelo (l’ex UOCD – unità operativa crimine diffuso, ora CCD – controllo del crimine diffuso) nel reale lavoro quotidiano di prevenzione nella città di Milano.
Rendete più utile la vostra vita sui social, guardate e condividete: è gratis, a voi non costa nulla ma può salvare la vita a qualcuno.
Quando si vuole trasmettere un messaggio quello che conta è  “essere primi nella mente“: se i primi a parlare di droga sono gli spacciatori o i compagni che già ne fanno uso, il ragazzo non potrà far altro che provare, perchè convinto che “la prima volta non succede niente e puoi smettere quando vuoi“.
Se invece riusciamo a trasmettergli l’idea che questo è un vizio che se lo prendi non ti lascia più e riesce a condizionare tutta la tua vita, lavorativa, economica e sociale, pasando anche per qualche guaio con la legge, ecco che forse riusciamo ad attirare la sua attenzione e a fare accendere in lui qualche campanello d’allarme.

Sarebbe già un buon inizio.