Angelo wefree spaccio libro VITEINPOLVERE

Angelo Langé racconta la droga a Milano nel libro VITEINPOLVERE al WefreeDay

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o leggi la trascrizione qui sotto.

 

Angelo Langé, assistente capo della squadra mobile della Questura di Milano a San Patrignano WeFree day 2010, per presentare il libro di VITEINPOLVERE che parla di droga, parla di Milano.

Di che parla il libro? Com’è la situazione in questa città?

Angelo: il libro parla un po’ di tutto, della quotidianità dello spaccio, parla della dinamica degli spacciatori, degli acquirenti, di noi che siamo un gruppo di 60 persone, che fanno parte della Squadra mobile di Milano, che si occupa soprattutto di combattere lo SPACCIO IN STRADA. Quindi non di indagini, di narcotraffico, ma quello che la gente avverte in giro per strada.

In questo libro racconto anche degli episodi particolari che sono successi, di cui uno molto DRAMMATICO, che ha avuto come epilogo la morte di uno spacciatore.

E’ un episodio che mi ha toccato molto, perché avendo a che fare ogni giorno con gli spacciatori, spesso succede che per un nonnulla ti salta l’arresto, che riescono a scappare… in quel momento gli tiri anche delle maledizioni… Però quando succede veramente, come in quel caso lì, è stata un’esperienza drammatica, perché davanti alla MORTE si annulla tutto.

Questo purtroppo è la conseguenza di un sistema. In quella circostanza mi sono sentito anche un po’ responsabile, perché se non avessimo creato noi certi episodi, andando lì, lui non sarebbe scappato e non sarebbe finito male.

E’ anche vero che se lui non fosse stato lì, io non sarei andato a cercarlo; se non ci fosse stata la richiesta di vendita di stupefacente, lui non si sarebbe trovato lì.

Qual’è la gravità del problema droga?

Quello che sottolineo nel libro, è che la droga sta diventando un po’ una NORMALITA’ nella casa della gente.

Io mi ricordo che fino al 1995 avevo a che fare con gli spacciatori e i tossicodipendenti di EROINA, la cocaina la vedevamo solo una volta ogni tanto, in tasca a malavitosi o a personaggi importanti o d’élite che la usavano magari per le feste. Col passare del tempo invece abbiamo cominciato a vedere che fermavamo la gente o assistevamo a scene di spaccio… ma non era il solito tossico, non rispettava più l’immagine classica del tossico d’eroina… sembrava una persona un po’ più NORMALE.

La usavano in tanti?

Quando li fermavi, sia lui che lo spacciatore, ti aspettavi di vedere l’eroina invece aveva la COCAINA, e questa stranezza è diventata sempre più consolidata e cambiavano le proporzioni: da 3 eroinomani e 1 cocainomane diventava viceversa 2 cocaina contro 2 eroina, poi 4 di coca e 2 di eroina, 10 cocainomani contro 2 eroinomani.

La cosa più particolare è che facevi e fai fatica a vedere l’acquirente come quello che ce l’ha scritto sulla fronte… cioè non è più IL TOSSICOMANE… il personaggio che compra la cocaina è la casalinga o la professionista, l’autista o qualcuno delle forze dell’ordine, purtroppo è successo anche questo…

In cosa sono diversi acquirente e spacciatore?

Quindi voglio dire, adesso fermi LA GENTE NORMALE, sia come ACQUIRENTE che come SPACCIATORE ! Una volta invece lo spacciatore era un associato di famiglie e quartieri deputate solo a quello, invece adesso trovi LA PERSONA che usa e NON RIESCE PIU’ A GESTIRE IL SUO USO QUOTIDIANO, quindi ha bisogno di trovare soldi.

Perché, parliamoci chiaro: finché si tratta di trovare 50 euro, li fai saltare fuori, ma poi cominciano a diventare 100 e non riesce più ad inserirlo nel bilancio quotidiano e quindi deve procurarsi i soldi al di fuori. E dove vai a prenderli? Cominci a rubacchiare, ma poi … LA STRADA PIU’ VELOCE purtroppo qual è? LO SPACCIO!

Ma lui non se ne rende conto, perché associa lo spaccio a quello che avviene in quella zona o quartiere malfamato con brutti ceffi, invece lui ha solo delle dosi per se’ e per gli amici e no crede che sia spaccio, invece lo è!

Ecco quindi che la NORMALITA’ è entrata prepotentemente, oltre che in tutte le classi sociali, ha contaminato anche l’attività di spaccio. Infatti capita di ARRESTARE gente “normale”, cioè che ha una famiglia, un lavoro REGOLARE, ma ha bisogno di sostenere il suo uso quotidiano, cercando di avere i soldi per autofinanziarsi.

Come si diventa spacciatore?

Quindi rischia anche di comprarne di più perché la paga di meno, se poi è “splendido” la taglia ancora un po‘ lui, dopodiché la dà agli amici, che finché NON VIENE BECCATO diventano sempre più larghi… difficilmente riescono a rimanere nel contesto di quei 3-4 amici… Finché non vengono beccati e allora cascano dalle NUVOLE: no, ma io NON SONO UNO SPACCIATORE, io lavoro, io sono perbene…

E’ assolutamente vero, ma LO SPACCIO E’ SPACCIO e non guarda in faccia nessuno.

ANCHE IL FATTO DELLA CESSIONE, CIOE’ DI DARE DROGA A TITOLO GRATUITO, RIENTRA NELLO SPACCIO.

Quindi se c’è lo sbirro di turno che vede questa azione, è spaccio quella. Invece uno dice: “Ma no, è il mio amico, lo conosco da tanto!”

Ma non è sufficiente questo.

 

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