Angelo Langé e la squadra antispaccio di Milano.

Dal libro “Viteinpolvere: Cronache quotidiane di uno sbirro antidroga in prima linea sulle strade di Milano”.

Io e la mia squadra apparteniamo alla VI sezione della squadra mobile di Milano, preposta a contrastare il fenomeno della criminalità diffusa, in particolare furti, rapine e droga. Prima di diventare sezione ci chiamavamo UOCD, unità operativa criminalità diffusa, nata nel marzo 2007. Ogni gruppo ha un sottufficiale o due, io sono assistente capo. Il nucleo centrale è composto da quella che considero la mia squadra: Paolo, Totò, Simone e Dario.

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Salvatore, Totò per gli amici, nella squadra è il cercatore, quello che perquisisce: persone, appartamenti, qualunque cosa. Deve ancora nascere lo spacciatore in grado di fargliela sotto il naso.

Paolo è quello che guida: figlio di un camionista, sta seduto al volante da quando aveva sei anni. Qualunque veicolo deve condurre, se si deve arrivare da qualche parte, in un modo nell’altro puoi stare certo che ce la fa. E se deve stare dietro a uno spacciatore, è molto difficile che lo perda per strada.

Il tipo che scalpita come un animale in gabbia perché vorrebbe stare sempre fuori Simone. La sua specialità è semplice: lui è quello che corre. E corre sul serio. Lui e Paolo sono i velocisti del gruppo. I marocchini nei campi vanno come schegge, ma loro due gli stanno dietro. Quello robusto seduto al computer è Dario, assistente capo. Lui è quello che scrive. In realtà non è solo un uomo di lettere, perché è anche quello che placca gli spacciatori più combattivi. Lo chiamano Iron e non aggiungo altro.

La nostra missione è combattere lo spaccio di droga al dettaglio nell’area di Milano. Cocaina ed eroina in primis. Poi anche fumo, cioè hashish e marijuana. La nostra controparte sono quindi piccoli spacciatori, quelli che vendono le dosi in giro, per strada o negli appartamenti.

L’italiano tipico che arrestiamo in casa ha uno o due etti di cocaina. Se ne tiene di più è perché evidentemente ha una buona vendita e non ha voglia di andare a rifornirsi ogni volta dove l’ha imboscata, ma succede di rado. Per questo bisogna avere il culo di piombargli addosso quando ha appena fatto scorta.

viteinpolvere – la droga ti fotte

 

 

Estratto dal libro
“VITEINPOLVERE 4 – la droga ti fotte”.
“Cronache quotidiane
di uno sbirro antidroga
in prima linea
sulle strade di Milano “
di Angelo Langé
Edizione SPV 2017
a cura di Michela Bonvicini.

 

 

I marocchini negli ultimi tempi si sono organizzati a vendere nei campi, di rado nelle case. Spacciano soprattutto eroina e cocaina. Anche fumo, ma più che altro per una domanda del mercato. Al massimo potranno avere un etto di roba perché nessuno si fida a dargliene in mano di più. Se ne avessero un chilo, sparirebbero subito e chi si è visto si è visto. Non fanno parte di una rete, sono del tutto irregolari e rintracciabili anche per i loro fornitori.

I neri sono quasi sempre cani sciolti, distribuiscono palline di coca capillarmente un po’ in tutta la città. A parte casi sporadici, non abbiamo che fare con gente di altre nazionalità. Può capitare il sudamericano con qualche busta di coca, ma è raro.

Tra i cinesi circolano Ice e shaboo, una droga sintetica che difficilmente esce dal loro giro. Ketamina e pasticche vengono vendute da italiani a italiani, ma sono mondi con cui è quasi impossibile avere contatti. La modalità di spaccio è completamente diversa, avviene tra amici, magari in discoteca. Un po’ dura per noi riuscire a infiltrarci tra ragazzi che hanno 16-18 anni e si conoscono tra loro.

Esistono posti ormai storici per lo spaccio abituale dove andiamo a dare un’occhiata, spesso di mattina. Capita che qualcuno si improvvisi in un campo per attirare gli eroinomani, che sono i primi a cacciare fuori la testa. Però gli spacciatori di solito si alzano con comodo, quindi durante il turno della mattina andiamo più che altro a fare accertamenti o sopralluoghi, poi valutiamo le notizie raccolte da ciascuno nel frattempo.

In media un caso dura uno o due giorni. Se stiamo girando in macchina e vediamo un nero che pensiamo stia spacciando, lo seguiamo: magari lui anziché spacciare va a casa (rarissimo!), allora abbiamo visto dove abita e il giorno dopo ci appostiamo e stiamo a vedere. La breve durata si spiega molto velocemente. Quando stai puntando un sospetto spacciatore, se assisti alla cessione è tuo dovere intervenire subito, non è che puoi aspettare che serva più persone, portando avanti altri reati. Appena il reato si sta consumando, devi aspettare giusto il tempo che spacciatore e cliente si separino per intervenire alcuni vanno a fermare il cliente, altri lo spacciatore, poi li tieni separati.

A quel punto, se tu sei con lo spacciatore potrai rientrare in questura. Se invece hai il cliente, dipende dai documenti. Se li ha, puoi compilare sul posto i verbali che lo riguardano: nel caso ci sia di mezzo la macchina, gli ritiro della patente e si attacca al tram. Se i documenti non li ha, deve essere accompagnato in questura per l’identificazione. Con le sommarie informazioni dichiara qualche successo, poi se è a posto firma e riceve una copia degli atti, saluti baci. Conseguenze pratiche: viene segnalato alla prefettura come tossicodipendente e si becca una sanzione amministrativa comunale, oltre al sequestro della sostanza.

In genere gli acquirenti se la fanno sotto quando li fermiamo, sono gente del tutto estranea a contesti delinquenziali. Un attimo prima sono tranquilli nel loro mondo, addirittura spavaldi con tutti loro programmi in testa. Un attimo dopo si ritrovano privi di difese, pentiti e rassegnati, storditi come se volessero svegliarsi da un brutto sogno con uno schiocco delle dita.

Più o meno tutti però, a parte lo stordito che non manca mai, hanno capito la faccenda dell’uso personale. Chi dalla tv chi dagli amici, sanno che se gli sequestri la roba e li segnali, al massimo gli ritiri la patente, ma che in galera non ci finiscono.

Chi aquista una dose che rientra nel quantitativo consentito in effetti rimane in libertà, anche se la segnalazione sulla fedina non è una cosa di cui vantarsi. Ma se lo becchi con una quantità di stupefacente vicina al limite massimo, vai a vedere se ha precedente e ti deve dimostrare che è effettivamente per suo uso personale. Oltre c’è la denuncia e rischia l’arresto.